Si Poteris Narrare Licet

Immaginate una foresta, in questa foresta un lago, nel lago un gruppo di fanciulle che si bagnano, ridono, giocano. Immaginate di essere un cacciatore che, abbandonata la preda per l'ombra, per caso scosta le fitte fronde e rimane senza fiato di fronte a quell'inaspettato spettacolo. Il cacciatore impudente siamo noi, quelle fanciulle sono Diana, dea vergine dalla caccia, e le sue ancelle. La dea lascia che si ammirino le sue fattezze umane, il suo corpo umano. Lei conosce ed è consapevole della bellezza di quel corpo giovane ed intatto. Ma la dea è vanitosa e crudele, capricciosa ed inaccessibile; la hybris del cacciatore sarà punita: egli sarà trasformato in cervo e, da predatore a preda, lasciato in balia dei cani di Diana. A lui, morente, la dea muoverà l'ultima provocazione: ora che mi hai scorta senza veli, dirà, racconta pure ciò che hai visto, se ti è possibile. Si Poteris Narrare, Licet. La visione è concessa, ma punita. La narrazione della visione è permessa, ma impossibile. Machinarium , sartoria triestina, e Maison Dressage hanno collaborato insieme alla creazione di una concept collection di abiti e accessori ispirati dal testo "Il bagno di Diana" di Klossowski (Il bagno di Diana, Pierre Klossowski, SE, Milano, 2003), che analizza il mito greco di Diana e Atteone.“Si Poteris Narrare, Licet”, il fashion project ideato da Maison Dressage e Machinarium, gioca sull'ambiguità tra ritrosia e provocazione, malizia e castità: negli abiti/armature di pelle dal taglio bon ton si aprono improvvisi squarci di nudità appena velate da tulle impalpabile, imbragature in cuoio sostengono cedevoli tessuti che avvolgono il corpo in mutevoli abiti da sera, chiffon e garza velano la pelle a concia naturale di sfumature di nero e grigio, rigide plissettature si ergono a proteggere il corpo di eleganti cacciatrici.